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Quanto costa aprire un bar?

Una panoramica sui costi per l’apertura di un bar, sui finanziamenti per giovani imprese e contributo della Legge Sabatini

Aprire un bar è un progetto che nasce quasi sempre da una passione, ma per trasformarla in un’attività solida serve un piano chiaro delle spese da affrontare e degli strumenti finanziari a disposizione. 

Prima di firmare un contratto d’affitto o scegliere la macchina del caffè, è utile avere una visione d’insieme: quanto costa davvero aprire un bar? Quali finanziamenti esistono per chi è agli inizi? Come la Legge Sabatini può alleggerire l’investimento per le attrezzature? Rispondiamo a tutte queste domande.

Quali sono le voci di spesa per aprire un bar?

Prima di valutare eventuali bonus e finanziamenti, hai bisogno di conoscere quelle che saranno le tue spese per aprire il bar.

Tale costo di apertura non va considerato una cifra unica, ma la somma di più voci che vanno valutate una per una. Vediamo quali:

  • locale, che si scelga di affittare o rilevare un’attività già avviata, va messo in conto anche il deposito cauzionale e, nel caso di un subentro, l’eventuale valore di avviamento,
  • licenze e autorizzazioni come la SCIA per la somministrazione di alimenti e bevande, i requisiti HACCP, oltre a eventuali permessi comunali per l’occupazione di suolo pubblico, se prevedi un dehors,
  • arredi, ovvero bancone, tavoli, sedie, illuminazione e allestimento degli interni e tutti gli altri elementi che incidono molto sull’identità del locale,
  • attrezzature da bar, macchina per caffè professionale, macinacaffè, banco frigo, lavastoviglie industriale, vetrine espositive: insomma, tutta la componente tecnica che determina la qualità del servizio ogni giorno,
  • utenze, allacci di energia elettrica, gas e acqua, spesso sottovalutati in fase di preventivo iniziale,
  • personale, quindi tutti i costi di assunzione, formazione e, se necessario, dei corsi obbligatori legati alla somministrazione di cibo e bevande,
  • marketing di apertura, vanno considerati elementi come insegna, sito web, presenza sui social, eventuale evento inaugurale per farsi conoscere sul territorio.

Nella pratica, devi considerare che ogni voce ha un preventivo dettagliato. La somma di queste stime ti darà una fotografia realistica dell’investimento necessario. Il nostro consiglio è, inoltre, di aggiungere un margine di sicurezza, per ogni eventualità.

Finanziamenti per giovani imprese

Stai aprendo il tuo primo bar? Se hai meno di 35 anni puoi contare su una serie di misure pensate proprio per agevolare l’avvio di nuove attività.

Tra gli strumenti più noti ci sono finanziamenti che combinano una parte a fondo perduto e una parte a tasso zero, e i bandi regionali dedicati all’imprenditoria giovanile, che variano per requisiti e importi da zona a zona.

Di solito, i requisiti generali sono:

  • un’età anagrafica massima definita (spesso, come detto, la soglia è a 35 anni)
  • la costituzione di una nuova impresa o l’avvio di un’attività non ancora operativa
  • la presentazione di un business plan che dimostri la sostenibilità del progetto.

Anche per ciò che riguarda gli importi erogabili, che possono coprire una parte significativa dell’investimento iniziale, varia tutto in base al bando specifico e alla regione di riferimento. 

Ecco perché è consigliabile verificare sempre le condizioni aggiornate sui portali ufficiali prima di presentare domanda, così da non basare il proprio piano finanziario su cifre non più valide.

La Legge Sabatini: cos’è e come funziona?

Quando si parla di Legge Sabatini la confusione è dietro l’angolo. L’idea generale è di pensarlo come un contributo diretto; in realtà, si tratta di un meccanismo diverso.

La Sabatini è un contributo statale in conto interessi che si applica a un finanziamento bancario o a un’operazione di leasing, non un fondo perduto autonomo.

In pratica, l’imprenditore richiede un finanziamento o un leasing presso una banca o un intermediario finanziario convenzionato, e lo Stato interviene coprendo – tutto o in parte – gli interessi maturati su quel finanziamento. Risultato? Un costo del denaro più basso rispetto a un finanziamento ordinario.

La misura si applica all’acquisto di beni strumentali nuovi: macchinari, impianti e attrezzature destinati all’attività, comprese le componenti digitali legate a Industria 4.0 e le soluzioni orientate alla sostenibilità energetica, quando rientrano nei requisiti previsti dal bando. 

Per un bar, questo significa poter finanziare a condizioni agevolate proprio le attrezzature che pesano di più sul budget iniziale.

Come combinare finanziamenti per giovani e Legge Sabatini?

Ecco una buona notizia: i due strumenti che abbiamo appena passato in rassegna non sono alternativi, dunque possono essere usati insieme, in due fasi distinte del progetto.

Un percorso tipico, ad esempio, può essere strutturato così:

  • uso del finanziamento agevolato per giovani imprese per coprire le spese di avvio più generali (locale, licenze, arredi, primo capitale circolante) 
  • richiesta del finanziamento tramite Legge Sabatini per acquistare a condizioni vantaggiose le attrezzature da bar vere e proprie: dalla macchina del caffè, al banco frigo, fino alla lavastoviglie professionale.

In questo modo, il peso dell’investimento è distribuito su più strumenti, ciascuno pensato per una parte specifica del progetto, ed è possibile ridurre il capitale proprio necessario e rendere più sostenibile l’apertura del locale fin da subito.

Prima di scegliere le attrezzature da inserire nel piano di finanziamento, è utile farsi affiancare da chi progetta cucine e banchi bar professionali ogni giorno: un preventivo tecnico ben strutturato, inoltre, è anche la base migliore per presentare la domanda di finanziamento in banca.

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